Poesie

Nobile arte è la musica, ma altrettanto nobile è la poesia!
Questa pagina vuol essere un omaggio a Maria Luisa Barbaccia, ex contralto della nostra corale, che recentemente ci ha lasciato per andare a cantare col coro degli Angeli. Fra le sue mille passioni, aveva anche quella indubbiamente innata per la poesia, tanto da diventare senza ombra di dubbio, fra i maggiori esponenti della poesia dialettale marchigiana. Quindi, doveroso omaggio all’autrice, ma anche, perchè no, al nostro coro, soggetto delle seguenti poesie e sua inesauribile fonte di ispirazione!

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SAN GIUSEPPE DA COPERTINO
20 maggio 2012 – Giornata trascorsa ad Osimo, fra Copertino, coperti e scoperte.

Ci siamo recati in un Santuario vicino
per onorare San Giuseppe Da Copertino:
si trova ad Osimo sopra un’altura
città di storia e grande cultura.
Alle 11,30 Messa cantata
dove la nostra Corale si è impegnata
con semplicità e fervore
a cantare le lodi del Signore.
Ha celebrato il fratello di Anna Maria,
Frà Roberto…e così sia!
Ci ha parlato del Santo Francescano
delle sue estasi e del grande dono
della levitazione che lo faceva volare,
anche se a volte non riusciva ad atterrare
e quando si risvegliava era smarrito
ed i confratelli correvano in suo aiuto.
Mistico e illetterato, sempre al centro degli eventi,
è Patrono dei piloti e degli studenti.
Abbiamo visitato le stanze adiacenti al convento
dove trascorreva il tempo nel raccoglimento.
Terminato il momento di preghiera
ci siamo calati in un’altra atmosfera:
finalmente l’ora conviviale
quella che piace tanto alla Corale,
che non disdegna la gastronomia
e sa apprezzare un buon pranzo in allegria.
Al termine di tutto è sembrato logico
fare un interessante giro archeologico
perchè il sottosuolo di Osimo è percorso da tante vie
fitte di cunicoli e gallerie
scavate nell’arenaria,
è stata un’esperienza straordinaria.
Abbiamo vissuto una bella giornata insieme
ed io auguro a tutti pace e bene!

BUON COMPLEANNO GIORGIO
25 ottobre 2011 – Dedicata al direttore in occasione del suo ……..esimo compleanno.

Vogliamo fare una festa in tuo onore
per il tuo Compleanno, caro Direttore.
Questa nostra e tua Corale
per te è una famiglia virtuale
che ti stima e ti vuole bene
per la gioia di stare insieme.
Siamo un po’ festaioli e rumorosi
perdonaci, in futuro saremo più rispettosi.
Ammiriamo la tua costanza
perchè sono tanti anni che vieni a Porto Potenza,
sia che c’è bel tempo oppure piove
tu arrivi sempre puntuale per le prove.
Ci hai insegnato a cantare
mettendoci sempre un po’ di cuore.
Ti ringraziamo tutti a modo nostro
con tanti auguri a te, caro Maestro!

OMAGGIO A DON GIOVANNI
23 ottobre 2011 – Poesia commemorativa ad un anno dalla scomparsa dell’amato sacerdote-musicista Don Giovanni Perugini.

Laudato si’ mio Signore
ti ringraziamo di vero cuore
per la famiglia Perugini
che ha dato al mondo dei buoni cristiani:
Don Giovanni, uomo di fede e spiritualità
Don Luigi con i frati minori nella Fraternità.
Oggi ricordiamo Don Giovanni a un anno dalla morte
San Pietro sicuramente gli avrà aperto le porte.
Era molto schivo e grande pensatore
chiuso nei suoi silenzi anche per ore,
forse un po’ all’antica ma con fede vera
ha sempre indossato la sua tonaca nera.
Straordinario compositore e organista
era un grande perfezionista.
Devoto alla Madonna, con grande maestria
ha scritto per Lei tante Ave Maria
con brani sacri e armoniosi
che toccano l’anima come raggi luminosi.
Un sentito grazie a Don Giovanni
che ci ha seguito per tanti anni.
Oggi vogliamo ricambiare
donandogli un concerto con tutto il cuore
e speriamo che dal Paradiso
sentendoci cantare faccia un sorriso.

OMAGGIO AL M° ENRICO REGGIOLI
28 luglio 2011 – Poesia composta in onore del M° Enrico Reggioli che, in una notte di mezza estate, ci ha deliziato con la sua maestrìa pianistica, accompagnando la nostra corale e dei cantanti lirici di fama internazionale, in uno stupendo concerto lirico.

Nella meraviglia di notti stellate
in questo scorcio di mezza estate
il Maestro Reggioli con grande competenza
dona un concerto lirico a Porto Potenza
con Francesco Marsiglia, grande Tenore
e Rachele Stanisci, Soprano di valore.
Il Maestro Quattrini con la nostra Corale
partecipa a questo evento davvero speciale.
Il Maestro Reggioli, insigne pianista
è sicuramente un grande artista,
lui vive con le note in sintonia
come in un mondo fatto di magia,
sfiorando la tastiera con maestria
trae miriadi di accordi in armonia
ora forti e imponenti
ora leggeri e suadenti.
Chi lo ascolta ha la sensazione
di vivere in un’altra dimensione.
Il nostro Coro, se pur modesto
si sente onorato in questo contesto.
La musica dà corpo alla fantasia
e ci regala momenti di poesia.
Complimenti per la Sua carriera sensazionale
con grande ammirazione da tutta la Corale!

CONCERTO IN ARCEVIA
12 luglio 2009 – Rassegna ad Arcevia, con i nuovi amici del coro locale e i vecchi amici del coro di Montefano.

Io penzo che a candà co’ la Corale
se vive sembre un momendo speciale
e se rmane sembre sorpresi
de vedè tande città e paesi
‘Sta ‘orda pe’ la serie “giremo le Marche”
semo stati in Arcevia, città d’arte:
è stata per tutti ‘na felice occasione
per visità un angolo de ‘sta nostra regione.
Era lo 12 de luglio, ‘na bbella jornata
ma a le 5 de lo pomeriggio daero ‘nfocata.
Fortuna che su la corriera c’era l’aria condizionata
però pe’ non perde la voce Marisa s’è ‘mbavagliata.
Bè, questo è un piccolo particolare
e poco dopo emo lasciato lo mare,
emo ‘ttraversato cambi de grà, uliveti
e tandi filari de vigneti,
deliziosi paesi su in collina
pittoreschi comme ‘na cartolina.
Eppò Genga, le grotte de Frasassi,
la Gola della Rossa tutta roccia e sassi.
A circa 500 metri c’è Arcevia, città medioevale
che è piaciuta tando a tutta la Corale.
Lo maestro cià fatto fa’ ‘na prova veloce
per mette a punto la nostra voce.
Nell’attesa de lo congerto c’è chi ha passeggiato
o chi a lo bar ha pigliato un gelato.
Li coristi de Arcevia ha debuttato in questa occasione
e ha endusiasmato tutte le perzone,
la maestra de cando è stata eccezionale
che con poco tembo ha creato la Corale.
Noaddri con tando piacere emo candato
co’ li brani famosi che Giorgio ha preparato.
Per 3° la Corale de Montefano ha candato
gruppo de coristi qualificato
e dedico pure a loro ‘sta poesia
che me l’ha chiesta con tanda cortesia.
Finiti li candi c’è stato lo spundino
su un chiostro andico che stava llì vicino
e quanno se tratta de magnà
è tutti d’accordo, questa è la verità!
È ‘na gioglia ttroacce inzieme per candà
e questo ogni tando se pò fa’.
Un saluto a tutti, cari marchigiani candandi
questo è stato un bello jorno per tutti quandi.

LA CORALE IN LIGURIA
12/14 giugno 2009 – Rassegna corale a Santa Margherita Ligure.

Èccoce qua su ‘sta bbella Liguria
pe’ l’occhi e l’anima ‘na vera goduria:
il golfo del Tigullio, Sestri Levante
de cose da dì ce ne sarìa tande,
anghe se la spiaggia è sassosa e scura
la veduta dall’aldo è ‘na miniatura.
La città è tutta tra verde e mare
‘na pietra preziosa piena de splendore.
Verso le cingue lo viaggio è terminato
dopo che in qua e in là emo caminato.
Ognuno ha pigliato la chiave de la stanza sua
e dopo pòco semo gliti via
quanno ce semo bene sistemati
fatto la doccia, tutti rinfrescati:
su ‘lli bagni moderni tando de cappello
veramende urdimo modello,
per chi ciavìa le docce fòri, un po’ de adattamendo
questo è quello che passa lo convendo.
Emo rriso tando e io me sò pure divertita
infatti pure questo è lo scopo de la gita.
Sabato matìna vuaddri sete gliti via
e io me sò sbizzarrita co’ la fandasia
ma me sò pure documendata
aglio letto li depliand per tutta la jornata.
È un universo de rocce, de verde e de mare
Manarola, Vernazza, Monterosso, Riomaggiore.
La macchia mediterranea è rigogliosa
e li borghi marinari e li carrugi la fa’ meravigliosa
co’ certi sendieri a picco su lo mare
una per tutti la Via dell’Amore.
La sera cena veloce e congerto a Sanda Margherita,
questa scì che è ‘na bbella vita!
Più tardi tutti de curza su la corriera
co’ la cartella e la divisa nera.
Dopo le curve l’autista ha fatto ‘na frenata
eppò è glito de curza su pe’ ‘na salita:
lo navigatore satellitare avìa sendenziato
“Non se po’ passà” e l’autista s’è pure ‘ngaolato.
C’era da fa’ marcia indietro, non se potìa girà
Giorgio e Piero è calati e glià dato ‘na mà,
l’autista è stato vrao e tra discesa e salita
finalmende semo ‘rriati a Sanda Margherita.
Noaddri emo candato gnende male
merito de Giorgio e tutta la Corale,
solo un Coro cià un po’ meravigliato
mendre candava la jende ha vallato.
Domenica sveglia de bon mattino
diretti co’ lo traghetto a Portofino
per ‘rrià da li mondi c’è solo ‘na via
e non c’è mango la ferrovia,
le case pare ‘na muraglia colorata
che pe’ la vista è ‘na còsa gradita:
è un piccolo borgo delizioso
sia per passatembo o per riposo.
Dopo, imbarco e pranzo a Sanda Margherita
ma ecco la corriera: la gita è finita.
Ciao all’hotel Arenal a Cavi di Lavagna
‘ndo se dorme vène e meglio se magna.
Grazie a Giorgio che con grande efficienza
cià portato sani e sarvi a Porto Potenza.
Un saluto a tutti, cari amici
e ricordemoce sembre ‘sti jorni felici!

LO NATALE DE LA CORALE
Natale 2008 – Racconto in versi dell’attività della nostra corale da settembre a Natale.

A la fine dell’estate
quanno le jornate è longhe e assolate
più o meno li primi de settembre
la corale se rmette a fa’ le prove come sembre:
con bona volondà e tanda energia
ce scambiemo li saluti in allegria.
Per fa’ silenzio Danilo usa lo fischietto,
Arturo per fa’ le fotocopie edè perfetto,
Bruno e Fabrizia come solisti
da’ lo meglio de sè, da veri artisti,
e cemo pure un gruppo occasionale
che sotto le finestre applaude la corale.
Lo maestro Quattrini, esperto e qualificato,
lo programma musicale ha preparato
pe’ lo momendo più bello e speciale
tutto dedicato a lo Sando Natale
e allora le note ce coinvolge con magia
co’ le ninne nanne fatte de poesia
e lo congerto ce rende orgogliosi
pe’ l’orchestra e li brani più famosi.
Certo, lo maestro ogni tando ce deve calmà
perchè ce piace tando a chiacchierà
e se ottenemo un bello risuldato
lo merito è tutto suo che cià ‘nzegnato.
Adesso candemo con gioja pe’ lo Bambinello
che riposa tra lo bue e l’asinello
e glie chiedemo con un po’ d’emozione
de da’ a ‘sto monno ‘na benedizione.
Auguri a tutti de Bon Natale
con tando affetto da la nostra corale!

RASSEGNA POLIFONICA IN ABRUZZO
20 aprile 2008 – Rassegna corale a Mosciano S. Angelo in provincia di Teramo.

La gita pe’ l’Austria è stata un po’ sofferta
però tutti ha partecipato a quella fòri porta,
una delle località più vicine
visto che Marche e Abruzzo sta a confine,
‘na gita all’inzegna dell’allegria
per partecipà a ‘na rassegna de polifonia
e ammettemo pure con orgoglio
che semo dilettandi a lo sbaraglio.
La corale Sant’Anna quanno c’è da fa’ festa
chissà comm’è, se tròa sembre in testa.
Lo monno è bello perchè è vario,
emo festeggiato pure l’anniversario
de Assunta e Delio pe’ li 40 anni che s’è spusati
e è tutt’ora felicemente ‘nnamorati.
Emo visitato Mosciano Sant’Angelo, vie e chiese
co’ un po’ de maratona fra salite e discese.
A le 11 c’è stata la Messa candata
che da le tre corali è stata animata.
Lo pranzo è sembre un momento speciale,
s’è svoldo in un fast food, daero originale!
A le 17 lo Teatro Acquaviva s’è rrembito
e poco dopo lo congerto è ‘ngomingiato:
ha iniziato le padrone de casa “Donne in….canto”
musica e voce, c’è piaciute tando,
dopo ha toccato a la corale nostra venedetta
co’ tutti li brani de la scaletta;
la “Rhythm ‘n’sound” è impegnata nel sociale
ed è una corale davvero eccezionale:
i gospel so’armonizzati dai maestri Montani e Galassi
che con la musica sono proprio assi,
il direttore Galassi proprio sensazionale
è molleggiato come il Celentano nazionale.
Attraverso la musica se divenda amici
perchè tocca lo còre e rende tutti felici!

RASSEGNA CORALE A CANNAIOLA
18 novembre 2007 – Rassegna corale a Cannaiola in provincia di Perugia.

Quanno se fa ‘na gita non ce ‘mborta
pure se gliemo fòri porta,
infatti le Marche e l’Umbria sta vicine
e ce divide un piccolo confine.
Se sa, d’inverno non è l’ideale,
ma non s’è persa de coraggio la corale.
Tutti cià conzigliato: “Vesteteve a cipolla
e non ve scordate de piglià l’ombrella”.
A Colfiorito, non ce se crede,
emo troato pure la neve!
Era ‘na jornata daero speciale
ma su ‘lle curve semo stati male.
A le Fonti del Clitunno semo calati,
emo fatto un giro e semo rpartiti.
Spoleto certo non lo posso scordà
co le scalette e salite da mundà,
sopra c’era ‘na bella chiesa con un bel piazzale
ndo’ se fa lo congerto indernazionale,
lo biglietto da visita de la città
è che fa bella mostra dell’andichità.
Sopra le montagne certe casette isolate
parìa che qualghedù ce l’avia ‘ppiccate.
Per pranzo, lo sapete, ma ve lo dico,
ce semo diretti a Monteluco
e dopo ‘na grossa salita
pure la corriera era sfinita,
lo pilota automatico dava la direzione:
“Curva a sinistra, fare attenzione”.
Sopra c’era l’hotel Paradiso finalmende
quasci nascosto tra le piande,
lo pranzo è stato vòno e saporito
e sull’indervallo emo candato.
E’ finito tutto in armonia
e c’era lo sole quanno semo gliti via,
ce semo diretti a Cannaiola pe’ la Rassegna Corale
quello è sembre un momendo speciale.
Li padroni de casa s’è imbegnati
per ricordà lo fondatore Don Sileno Cariolati,
anghe la corale Sant’Anna ha candato
e ha portato il suo contributo.
A la fine ha candato lo coro “Città de Bastia”
co’ lo curriculum de tutto rispetto, jende mia.
Dopo c’è stata ‘na cena sociale
offerta dall’organizzazione locale.
Peccato che Lida e Marilena è state male,
è dispiaciuto a tutta la corale.
Grazie a lo Maestro che in ogni occasione
è sembre all’altezza de la situazione.
Quanno se canda semo tutti felici
perchè la corale nostra è fatta de amici!

VAL PUSTERIA FESTIVAL 2006
23/25 giugno 2006 – Quarta partecipazione alla rassegna corale internazionale “Alta Pusteria”.

E’ proprio vero che lo tembo vola via
gghià semo tornati da la Val Pusteria
e cerco de riassume li passi più imbortandi
che emo vissuto inzieme tutti quandi:
a le sei semo partiti con piacere
e lo viaggio è durato circa otto ore,
semo ‘rriati a Brunico un po’ sudati
e quarghe ora ce semo ripusati.
Cena veloce e congerto serale
a Rasun San Giovanni tutta la corale.
La festa tirolese c’è sfumata
e co’ un po’ de pioggia s’è conclusa la gliornata.
24 giugno simpatica riunione
sull’albergo per la prima colazione
con scambio de saluti e allegria
e tutti prondi in divisa semo gliti via.
Ore dieci a Villabassa
primo ingondro vocale
‘ndo s’è imbegnata la nostra corale,
lo problema però era ‘nandro:
dovìamo partì subbito per la Val di Landro
e ‘ttroà un ristorande pe’ la strada
e magnà co’ ‘llo po’ de tembo ce restava.
E’ vero che lo posto l’emo ttroato
ma lo pranzo non era stato prenotato,
la ristoratrice quanno semo bboccati
cià guardato co’ l’occhi spalangati,
emo chiesto: “c’è qualcosa da mangiare?”
cià risposto ‘ngaolata: “dovete aspettare!”.
E’ glita in cucina e cià portato
le prime cose che ha ttroato,
certo era un po’ de robba ‘vvanzata
c’era li wiustel co’ l’inzalata
pulenda, gulasc e un po’ de pà,
la signora gliava currenne in qua e in là
e visto che lo personale non c’era
Maria s’è ‘mprovvisata cameriera,
gliava servenne pe’ li tavolini
anche se portava lo vestito co’ li lustrini.
Mendre quelli dendro avìa magnato tutti,
quelli de fori stava a dendi sciucchi,
Arturo se sognava lo pesce fresco,
Laura s’è ‘ccorta che servìa prima quelli che parlava tedesco
e ha ditto: “questo  de combortasse non è modo,
portatece la pasta e anghe lo vrodo”.
A la fine tutto s’è sistemato
e semo gliti a candà immezzo a lo prato,
co’ lo scenario tutto al naturale
su le Tre Cime che vista speciale!
C’era un bello gruppo de ascoldatori
che ‘spettava de sendì li cori,
ma lo tembo s’era ‘nnuvolato
e proprio quanno noaddri emo candato
a un certo pundo de la melodia
u’ scroscio d’acqua cià mannato via.
Questo è lo rischio de li congerti all’aperto
noaddri armeno emo concluso lo congerto,
quelli dopo s’è ‘mmollati fino all’osso
acqua de lo cielo a più non posso
e ccuscì emo fatto gara
a chi ‘rriava prima a la corriera,
quasci de bbotto s’è rasserenato
e t’è scappato un sole sbogliendato.
A San Candido la gliende era stipata
per vedè de li cori la sfilata,
è stati momendi emozionandi
quanno emo candato inzieme tutti quandi,
a la fine solita tiritera
tutti in fila a piglià la corriera.
Dopo cena per finì la serata
fori dell’albergo emo fatto ‘na candata
tandi è gliti a Brunico a la notte de li cori
ma io me sognavo lo letto come un prato de fiori.
Domenica colazione eppò a Sesto pe’ li saluti
conzegna dell’attestato a tutti li convenuti.
Ciao Italia nostra, bella Val Pusteria
fascino de le mondagne piene de magia,
se c’è stata quarghe piccola inzofferenza
pigliamocela pure con sanda pazienza
e a candà non sarìa tembo perso
se portasse la pace all’universo.
Ringraziemo Dio che è glito tutto vène
e pe’ ‘sta bella gita che emo fatto inzieme.

A PADOVA DA LO SANDO
23 ottobre 2005 – Ennesimo pellegrinaggio, stavolta da Sant’ Antonio a Padova.

Padova è ‘na bbella città
ricca de storia e spiritualità,
per questo emo fatto ‘sto viaggio
che è stato quasci un pellegrinaggio
a lo sanduario de “Lo Sando”
pè li padovani orgoglio e vando:
Sant’ Andonio ccuscì vene chiamato
e pè li miracoli è rinomato.
C’era tanda nebbia pè la via
che la strada mango se vedìa.
A Padova l’autista ha fermato la corriera
e cià ditto:”Ce rvedemo stasera”.
Ce semo diretti a la cchiesa de Sanda Faustina
che era verso le dieci de matina
e dopo semo gliti a lo sanduario
per candà la messa in perfetto orario.
Lo posto era stretto, noaddri eriamo tandi,
emo penzato de spostà li vanghi
ma proprio allora, mango a fallo apposta,
lo frate ha ditto:”Li vanghi non se sposta”
e a la fine ce semo ‘ggiustati
co lo benestare de li frati.
C’era pure ‘na coppia che facìa le nozze d’oro
e Arturo cìa fatto fà la fotografia co’ loro
e ‘na signora ha fatto li comblimendi
a lo maestro e tutti li componendi.
Dopo ‘sto momendo spirituale
è glita a pranzo tutta la Corale
e s’è svoldo tutto all’inzegna dell’allegria
io penzavo “Che ce metto su ‘sta poesia?”.
Sull’intervalli emo candato, questo è vero,
“Aggiungi un posto a tavola” e “Va pensiero”
ma no l’essimo mai fatto
un signore(se fa per dì) ha urlato come un matto:
“Stateve zitti, ‘sta canzona no la voglio sendì!”.
Noaddri ce semo ‘mmutoliti lì per lì
a ‘sto pundo s’è fatto avandi lo ristoratore
e glià ditto:”La prego di uscire subito,signore”.
Dopo ‘sto còrbo de scena eccezionale
s’è venuto a scusà co’ la Corale
e cià pregato de fà ‘nandra candata
per conclude bene la giornata
e ce semo scordati ‘llo tipo da manicomio,
troppa grazia Sant’Andonio!
Verso le quattro semo gliti a vedè pitture e disegni
de Giotto su la cappella de li Scrovegni
co’ l’episodi de vita de Gesù e Maria,
una visione de immagini in armonia.
Sopra la porta d’ingresso un affresco murale
‘ndo Giotto ha rappresendato lo giudizio universale,
lo soffitto azzurro co’ lo celo stellato
è un inno de gioia per tutto lo creato:
co’ un quarto d’ora s’è concluso lo giro
e pe’ non inquinà l’aria trattenìamo lo respiro.
Emo visitato lo museo civico con preziose sculture,
affreschi, dipinti con magiche figure;
quasci a forza emo dovuto lascià ‘sta atmosfera
e tornà a la realtà per piglià la corriera.
L’Italia è uno scrigno de gioielli preziosi
e ne semo tutti daero orgogliosi.
E dopo ‘sti momendi meravigliosi
grazie alle nuove coriste Iole, Laura e Rosy
a tutti quelli che ha collaborato
per ottenè ‘sto bbello risultato,
a Giorgio che ce sopporta e ce sprona
glie dico:”Tu sei daero un’icona”
e qui me fermo co’ la fandasia
e lascio quarghe ccòsa pe’ la prossima poesia.

VALPUSTERIA, BELLEZZA E POESIA
24/26 giugno 2005 – Terza partecipazione alla rassegna corale internazionale “Alta Pusteria”.

Questa è stata ‘na gita tutta musicale
tando gradita da tutta la corale,
notte e jorno emo candato
lo calendario è stato rispettato.
Però gliemo per ordine da la partenza
fino a lo ritorno a Porto Potenza.
A le 5,10 partenza puntuale
vicino all’asilo comunale,
viaggio tranquillo, quarghe fermata,
eppò fino in Valpusteria tutta ‘na tirata.
Verso le 2 ce semo sistemati
e ‘na mezz’ora ce semo ripusati.
A le 4 a Brunico a fa ‘na caminata
e la stracchezza ce s’è quasci passata,
cascava quarghe goccia e ce semo ‘vviati a la corriera
perchè doviamo cenà a prima sera.
Ce semo mesti a sedè sotto un gazebo, era presto
e proprio llì tramite Arturo emo conosciuto Ernesto.
E dico proprio Arturo!
che se vòle, fà parlà pure lo muro:
infatti ‘st’omo un po’ brillo e riservato
co’ Arturo a la fine cià parlato,
lo maestro che stava lli vicino
ha scattato quasci tutto lo rullino
e ce semo divertiti tando
che semo partiti con rimpiando.
Dopo ‘lla cena abbondande
ce sendiamo lo stomaco pesande.
A Rasun pe’ lo congerto a le 9 de sera
emo candato co’ la divisa nera,
la “Notte de li cori” l’emo cangellata
e ccuscì s’è conclusa la prima jornata.
Sabbato 25 giugno prima colazione
e dopo tutti in corriera pe’ nandra direzione.
Emo visitato un piccolo paesello,
Anterselva de mezzo, un vero gioiello.
All’una co’ l’addri cori emo candato
su un paesaggio daero ‘ngandato
tra lo lago, li mondi e le pinete,
un oasi verde tra una magia de note.
A le 4 prondi pe’ la sfilata
a San Candido la folla era stipata,
un universo tutto colorato
che in nome de la musica s’era ‘ngondrato,
un momendo indimenticabbile e suggestivo
….’spettàte, che questa adesso me la scrivo.
Lo popolo endusiasmato vattìa le mà
ccuscì pure noaddri emo comingiato a candà
“Bello è il tuo cielo, il mare è uno splendore”
e tutti cià applaudito de còre.
Verso le 5 tutti in Piazza del Magistrato,
3 pezzi classici emo candato.
Dopo li saluti ce semo ‘vviati a la corriera,
partìa tutti ma la nostra non c’era.
Guardavo la corale ‘ppogghiata su lo ponde,
era ‘na situazione daero divertende:
‘lla pora Anna se disperava
visto che la corriera no’ ‘rriava,
noaddri eriamo tutti prondi
‘gni tando sendìo dì “Luisa, piglia appundi!”.
La sera con piacere emo gustato
la cena tirolese, con pulenda e brasato.
Semo gliti a candà co’ ‘sta cena leggera
a Monguelfo verso le 9 de sera:
su la Sala Troger c’era ‘na calda atmosfera
noaddri emo candato co’ la nostra divisa scura.
Doviamo partecipà pure a la Valdaora,
ma lo maestro ha ditto “gliemo a dormì che è ora!”.
Domenica 26 giugno semo a la chiusura,
colazione, bagagli e via co’ la corriera.
Ciao Bagni di Salomone, che nostargia,
gliemo a Sesto pe’ li saluti e così sia.
Conclusione de lo Festival, consegna dell’attestato,
e “Signore delle cime”, che cià sembre emozionato.
Pranzo a lo lago de Misurina
con pòca acqua ma l’aria sopraffina.
Grazie a Luigi, l’autista tando paziende,
che cià portato a Cortina gendilmende.
Emo vissuto 3 jorni intenzamende
che me se ‘ndreccia quasci su la mende,
questo più o meno è lo sommario
de quello che è scritto su ‘sta specie de diario.
Grazie a Anna e a lo maestro, e a quandi s’è ‘mbegnati
pe’ ottenè ‘sti bbelli risuldati.
Ve regalo ‘sta cartolina fatta de poesia
co’ li ricordi più bbelli de la Valpusteria.

DECIMO ANNIVERSARIO
Aprile 2005 – Scritta in occasione del 10° anniversario dalla nascita della nostra corale e accompagnata anche da un bel quadro realizzato dalla poliedrica poetessa-pittrice-contralto.

Questa è una ricorrenza davvero speciale,
10 anni di fondazione della nostra corale.
Per fissare nel tempo questa data
spero di fare una cosa gradita:
ho dipinto un quadro con tutto il cuore
e lo offro alla corale con amore.
Non sono certo una grande pittrice
ma nel donarvelo sono felice.
Siamo cresciuti insieme alla nostra corale,
una grande famiglia, sicuramente eccezionale.
Giorgio Quattrini ne è il direttore
e per noi tutti è un vero onore.
Insieme ci impegniamo a migliorare
provando e riprovando anche per ore
e quando siamo tutti in sintonia
è un’esplosione di note in armonia.
Ringraziamo Dio per la voce di Bruno
che come solista è il numero uno.
A Paolo un grazie di cuore
che suona per noi ore ed ore.
Siamo soddisfatti, è naturale,
di far parte di questa corale
e lo diciamo in confidenza:
è il fiore all’occhiello di Porto Potenza.
La corale Sant’Anna è una realtà
che attraverso la musica dona felicità.
Restiamo sempre uniti nel cantare
e auguriamo lunga vita alla nostra corale!

CANTA NAPOLI!
11/09/2004 – Gita a Napoli e Pompei……..basta leggerla x capire quante vicissitudini…..

Semo partiti alle 5 de matina
ma quanno semo ‘rriati a Fondespina
Danilo ha ditto”che peccato,
lo programma no l’aglio pigliato”,
l’autista gendilmente s’è restornato
e Danilo de corsa l’ha recuperato.
Dopo emo candato, riso e scherzato
e lo viaggio a Pompei è volato.
Lo Vesuvio parìa comme un vecchio ‘ndormendato
che h a fumato tando e s’è straccato.
A le 11,30 Corale impegnata
pe’ la solenne messa candata,
per noaddri un vero onore
candà pe’ la Madre del Signore.
Dopo che riderete de gusto
per quello che cià raccondato Augusto:
dato che gliava vestito de nero
quarchedù ha penzato che facìa parte del clero,
quanno l’ha chiamato “Padre”, s’è girato
e glià risposto “So padre de 3 figli e coniugato”.
All’hotel Europa emo apprezzato
li bòni piatti che cià servito
e a le 4 erìamo prondi
per visità chiese e monumendi.
‘na persona pe’ la strada cià ‘vvisati:
“Leateve l’oro se non volete esse’ scippati”,
emo capito, l’esperienza ‘mpara
e ce semo diretti a la chiesa di Sanda Chiara.
Più tardi eccoce pe’ le vie de la Napoli rinomata,
da candandi e poeti decandata.
A San Gregorio Armeno ce semo ‘ngandati
co’ li presepi e li pupi animati.
Gliò pe’ le vie, carrettini de granite e limonate
pe’ rinfrescà le gliende ‘ssetate.
Vetrine e bancarelle piene de mercanzia
pe’ le piazze e in ogni spigolo de via,
ce semo ‘rrembiti l’occhi de tande còse belle
ma ciavìo li piedi come du’ frittelle.
Mendre calava la sera, tutti in combagnia
semo gliti a cercà ‘na pizzeria:
li cammerieri cià dato lo menù
ma ‘lla pizza, mannaggia, no’ ‘rriava più.
Quanno è ‘rriato lo chitarrista emo candato
tutte le canzone che cià presendato
e l’emo daero spiazzato
mendre Arturo e Frangesca ha vallato.
E la sera s’è subito animata
pe’ la festa daero ‘mprovvisata;
pe’ la serie “gliemo a li meglio posti”,
‘na tazzulella ‘e cafè a lo bar dell’artisti.
La corriera a la fine cià venuti a piglià
per facce fa lo giro de la città.
Le còse che emo visto era tande
che me se confonne su la mende,
ma passa avandi all’occhi comme ‘na cartolina
co’ via Caracciolo, Posillipo e Mergellina,
‘o Vommero, la via dell’ammore
‘ndo li ‘nnamorati sta còre a còre,
Carlo D’Angiò che ha eretto perfino
l’imponende Maschio Angioino,
Castel Dell’Ovo, Sanda Lucia,
quanda grazia gliende mia,
tande addre còse se potrìa dì
ma è justo l’ora de glì a dormì.
La matina dopo, bongiorno e colazione
con cappuccio cornetto, che bella invenzione!
La prima visita de la jornata
a ‘o Munasterio de Sanda Chiara è dedicata,
tutto ornato de maioliche lo chiostro
per descriverlo ce vorrìa fiumi d’inchiostro.
Statue d’argendo su la chiesa de San Gennaro
a li napoletani tando caro,
se venera pure Sanda Reparata….
a ‘sta notizia non ero preparata,
su la cappella San Severo lo Cristo Velato
che lo scultore Sammartino ha firmato,
lì davandi rmanìa ‘ffascinata la jende
ma se sse ‘ppogghiava su lo cordò pigliava la corrende
e angòra mosaici, affreschi e chiese,
eppo’ a Spaccanapoli pe’ l’urdime spese.
Angela non se la scorda ‘lla jornata,
infatti proprio lì è stata scippata:
lo marito pe’ falla conzolà
glià combrato sfogliatelle e babbà.
Lucio m’è passato vicino
mendre parlava co’ lo telefonino,
guardenne per aria ha ditto “Che vòli,
che ttroemo tra mutanne e lenzòli!”.
Io le’ lo presepio aglio combrato
lo pizzaiolo tando desiderato.
A lo riendro le recchie angora me rimbomba,
s’è sendito un botto, forse ‘na bomba?
Pranzo all’inzegna dell’allegria
e verso le 4 semo gliti via,
visita a li presepi meravigliosi
con corallo e argendo daero preziosi,
aldri più semblici ma pieni de poesia
che rrembie lo còre de magia.
Un abbraccio virtuale, l’urdima fotografia,
ciao Napoli, ce jemo via
co’ l’eco de mandolini e tarantella
e l’immangabile Pulcinella.
Un applauso a Danilo per l’organizzazione
e ad Anna per la collaborazione,
un grazie sentito a lo maestro Quattrini
e a Clara che ha portato li biscottini.
E’ stato, e lo dico de còre,
un viaggio de vero piacere:
scusateme se quarghe còsa m’è sfuggita,
sarò più precisa la prossima gita!

DEDICATO ALLA CORALE DI CARPI
18/05/2003 – Abbiamo invitato a Porto Potenza la corale “G. Savani” di Carpi (MO) che con tecnica sopraffina ha  effettuato un originale e accattivante concerto.

Per una volta, e non vi sembri strano,
invece del dialetto scrivo in italiano
e faccio omaggio con tutto il cuore
alla corale di Carpi e al suo presentatore.
Alla nostra corale piace socializzare
e lo fa con vero piacere,
per questo siamo stati felici
di ospitare voi, cari amici,
nel nostro paese tra mare e collina
dove si ama la buona cucina,
e ci è sembrato il luogo migliore
un ristorante in riva al mare.
Siamo entrato subito in sintonia
e non è mancata di certo l’allegria,
con piatti di pesce appena pescato
e dell’ottimo vino, gioia del palato.
E arrivata l’ora di cantare
si era già diffuso il buonumore.
Il vostro concerto, bello e interessante,
con un repertorio davvero importante,
con delle musiche coinvolgenti,
ha entusiasmato tutti i presenti.
Onore e vanto al vostro direttore
che ci ha messo l’anima e il cuore
e senza dubbio la sua capigliatura
ha reso più magica la sua figura,
tanto che al nostro direttore abbiamo consigliato
di farsi crescere i capelli, ma non ci ha ascoltato.
Ce ne vorrebbero di giornate come questa
ed è stata per tutti una bella festa.
All’insegna della musica, cari amici,
abbiamo vissuto ore felici:
vi siamo grati della vostra presenza
nella nostra corale di Porto Potenza
e nel porgervi i nostri saluti
vi diciamo in coro “Benvenuti!”

MONTEMARCIANO IN CORO
12/04/2003 – Rassegna corale internazionale a Montemarciano, gli inconvenienti non mancano mai, ormai siamo specializzati.

Du’ jorni fa, co’ ‘sta nostra corale
emo partecipato a ‘na rassegna internazionale:
minga cicerchia, ma polifonia
e ve pare pòco, jende mia?
E’ tando vèllo candà insieme
che pure a lo còre je fa vène,
è un grosso onore, ve lo dico io
e pe’ ‘sta voce ringraziemo Dio.
Un ringraziamendo a la “Corale San Cassiano”
e a lo comune che cià ospitato a Montemarciano:
su lo teatro, vèllo comme ‘na bomboniera,
s’è creata ‘na bbella atmosfera.
Quanno su lo palco ce semo preparati
lo maestro Giorgio non troava li spartiti,
la costataziò è stata daero amara
ma, ditto fatto, je l’ha prestati Clara!
L’unica còsa che me pare strana:
non emo candato mango ‘na canzone italiana.
Tutti li coristi s’è ‘mbegnati
per ottené ‘sti belli risuldati,
ma se lo merito è un bo’ nostro
dovemo dì grazie a lo maestro,
perchè ce mette impegno e pazienza
e vène da Mondecò a Porto Potenza!
Comblimendi a Bruno, comme solista
è sembre lo primo de la lista.
Un grazie a Paolo che sòna con passione
e ce segue in ogni situazione.
Quanno ha dato li premi lo presentatore
ce semo fatti ‘na risata de còre
e se ce penzi, mango ce ‘ndovini:
a la presidende l’ha chiamata Anna Pasquini.
Dopo de chè la jende s’è ‘mmucchiata
comme sembre indorno a ‘na taolata,
Arturo ha fatto candà “Volare” a li portoghesi
e Mario co’ li gorgheggi l’ha sorpresi.
Dopo de avè vissuto ‘sti momendi
ce semo senditi tutti più condendi,
è stata ‘na festa semblice e cordiale
che ha fatto felice tutta la corale.

‘NA GITA DEDICATA A SANDA RITA
13/10/2002 – Pellegrinaggio e messa cantata a Cascia al Santuario di S. Rita. Ogni tanto anche noi facciamo qualcosa di mistico, ma gli imprevisti e i momenti divertenti, non mancano mai.

Li 13 de ottobre emo fatto ‘na gita
a lo sanduario de Santa Rita.
Lo tembo era nuvoloso e strano,
ma tenìamo l’ombrelle a portata de mano.
Dopo l’appello semo partiti
ma ‘ndovinate ‘mbò do’ semo gliti?
Davanti casa de Giorgio lo farmacista,
però questa me la segno su la lista!
Cià chiesto scusa per la marachella
perchè s’avìa scordato la cartella:
è calato come u’ razzo fugato
e poco dopo è ‘rriato trafelato.
A la fine semo partiti per Cascia defilati
e in perfetto orario semo ‘rriati,
fortuna che c’era ‘lle scale mobbili venedette
che cià risparmiato da fa’ tutte ‘lle scalette!
A un certo pundo c’era l’ascensori,
un pochi ‘bboccava, quell’addri rmanìa fòri,
un percorso fòri de lo normale
ma a la fine è ‘rriata tutta la corale.
Mario de Bonifacio s’è glito a ‘nformà
per sapè ‘ndo sse dovìa candà,
cià fatto strada jo pe’ ‘na discesa
‘ndò se ttroava ‘nandra chiesa.
Ce semo mesti la divisa scura
e facìamo daero ‘na bbella figura.
Semo bboccati su ‘na sala grandiosa
che rsumigliava più a un teatro che a ‘na chiesa
e pare che li posti non gliava vè
perchè lo maestro non tutti lo potìa vedè:
dato che stiamo a sedè, ce semo arzati,
ccuscì li posti è stati cambiati.
Questo lo devo dì pure se me ringresce,
le sedie non gliava vène mango a spina de pesce,
un modo pe’ candà c’era da ttroallo
ccuscì è state meste a ferro de cavallo,
ma dato che la messa ‘ngumingiava
le sedie è state rmeste comme stava!
‘llo pòro prete quanno ha predicato
comme “Corale Sanna” cià presendato,
però a la fine de la messa cià ringraziato
e co’ lo nome justo cià chiamato.
Emo candato ccuscì bè che, in poche parole,
poco dopo è scappato anghe lo sole.
Durande lo pranzo Mario ha candato
e cò “Lo sole mio” cià deliziato.
Dopo semo gliti a visità lo sanduario
ma per vedè lo convendo non era orario.
Quanno semo partiti cò la corriera
calava le prime ombre da la sera
e mendre l’autista guidava tra li mondi,
Anna cò l’agliutandi s’è mesta a fa li condi.
E’ stata ‘na jornata daero speciale
vissuta con gioia da tutta la corale,
una festa daero gradita
tutta dedicata a Sanda Rita

FESTA A S. GIOVANNI IN ILLICE
23/06/2002 – Gita a S. Giovanni Illice, parrocchia del nostro caro amico e prete, Don Davide; si sono uniti il relax con il divertimento, il che, non guasta mai!  

Quanno se sta inzieme a la corale
ogni occasiò divenda speciale.
Domenica 23 giugno semo gliti via
e verso le 9 lo sole ghià cocìa.
Emo lasciato ‘sta borgatella de marina
per glì in mondagna a respirà l’aria fina,
su ‘ste Marche nostre, terra venedetta,
‘ndo la Madonna ha portato la casetta:
è tutto da scoprì, da li mondi a lo mare
e la portemo tutti su lo core.
‘Na visione tra lo verde, lo lago de Gerosa
comme ‘na perla meravigliosa,
a ffà da cornice su ‘sti posti divini
li maestosi mondi Sibillini:
de tutto questo ringraziemo lo Signore
che ce l’ha dato come un dono d’amore.
A Mondemonaco ce semo fermati
e su lo bar ce semo rinfrescati,
dopo de che Don Davide ce ‘spettava
e gliava avandi per facce strada.
Emo pranzato a “La diga”, gnende male,
con tagliatelle a base de funghi e cinghiale.
Verso le 4 lo sole picchiava,
35 gradi….chi se lo ‘spettava?
Tra curve e tornandi semo ‘rriati
a la parrocchia di Don Davide tutti sudati,
la cchiesa de San Giovanni dopo ‘lla salita
è stata daero ‘na sorpresa gradita.
Quasci un’oretta ce semo riposati
eppò pe’ la messa candata ce semo preparati:
da tutti li coristi un grato EVVIVA
pe’ lo biango e nero de la divisa estiva.
Li fedeli a le 7 a sedè sotto le piande
ha vissuto un momendo daero imbortande
quanno è ‘rriato lo vescovo Gennaro
per festeggià lo patrono inzieme a loro
e cò Don Davide s’è congratulato
per quello che ha fatto da quanno è ‘rriato.
Comblimendi a lo sindaco e auguroni,
che vòle tornà a le vecchie tradizioni.
Finito ‘llo momendo de preghiera
piano piano è ‘rriata la sera
e sotto un bello viale alberato
lo popolo condendo ha cenato.
Io come al solito aglio letto ‘na poesia
su ‘st’atmosfera piena de magia.
Quanno la fisarmonica s’è mesta a sonà
le coppie ha ‘ngomingiato a vordeggià:
per fa ballà lo maestro è stata dura
e ha ‘cconsendito a ballà con la sua signora.
Quanno  verso le 10 semo partiti
c’è rmasti male li ballerini patiti.
A tutti li fedeli glie dicemo
che San Giovanni in Illice lo ricorderemo,
li ringraziemo dell’ospitalità
e a Don Davide che c’ha ‘nvitato là,
un parroco presende e generoso
e lo paese nostro ne è orgoglioso.
Concludo dicenno, cari amici,
che basta ‘ccondendasse per esse felici!

LE GITE DELLA CORALE
21/04/2002 – Siccome al momento di organizzare le trasferte non ci si mette mai  d’accordo, la nostra poetessa ha ritenuto opportuno tradurre in versi questo disaccordo, che più di una poesia, è un’implorazione!

Le gite all’estero pare che va male,
non se mette d’accordo la corale
e visto che ogni còsa è jita storta
ce ‘condendemo de candà qui fòri porta:
c’emo l’Italia che d’è tanto vèlla
e se pò candà pure la Pasquella.
Passa li mesi e pure le jornate
e tra pòco ‘rria anghe l’estate,
ma un posto se pò sembre ‘troà
però non ce dovemo scoraggià.
Certo, a condendà un popolo ce vole…
e ce serve un miracolo speciale.
Giorgio, tu che sei daero eccezionale,
vedi ‘mbò de ‘condendà tutta la corale:
in ogni occasiò sembre presente,
sai mette d’accordo tanda jende!
Visto che semo quasci a la frutta,
da parte nostra ce la mettemo tutta.
Caro maestro, vedetela tu:
te promettemo de no scocciatte più!

CONCERTO A VENAROTTA
21/04/2002 – Concerto effettuato nell’ospitalissima Venarotta e organizzato dalla corale locale. Finalmente abbiamo trovato una corale alla nostra altezza in fatto di “mangiare”!

21 aprile, comme da calendario
ce semo troati in perfetto orario,
semo partiti condendi pé ‘sta gita
più o meno all’ora stabilita.
Anna cià condato co’ un’occhiata
dopo de che la coriera è partita.
Un viaggetto corto, lo tembo è volato
co’ un’ora stiamo a lo posto destinato
ndo’ ce spettava un signore gendile
‘nviato da la corale “Cupanile”.
Cià ‘ccombagnato fino a Gimigliano,
un posto carino che non conosciamo.
A le undici pe’ la messa candata
la corale “Sand’Anna” era tutta schierata.
Durande la predica ‘llo poro curato
a presendacce s’è pure sbagliato,
ma poco dopo era tutto scordato
quanno lo rinfresco cià pure passato.
Semo stati a visità pure la chiesetta
ndo’ è apparsa la Madonna Venedetta.
Dopo un bò de manovre su ‘na strada stretta
semo jiti a pranzo a Venarotta:
è stato un piacere vedé ‘lle taolate
de persone felici e spenzierate,
penzo che li marchigiani jende mia,
cià un bello rapporto co’ la gastronomia!
Li bagni fortemente gettonati,
con certe file, sembre occupati.
Verso le quattro acqua a catinelle,
emo dovuto aprì pure l’ombrelle,
dopo na’ salita ce semo troati
pe’ la commemorazione a li caduti.
A le cinque co’ la divisa scura
c’è stato lo congerto de chiusura,
emo candato co’ nandre tre corale
quella de Piobbico, de Cingoli e quella “Cupanile”,
c’è stato nandro rinfresco e li saluti
per tutti quandi li convenuti.
Ringrazienne a tutti pe’ l’accoglienza
semo partiti per Porto Potenza.
Su la coriera tra li commendi
ce n’è stato uno tra li più divertendi:
se dice che a Venarotta la popolazione
de sesso maschile è in diminuzione,
su dieci vedovi Madonna Sanda
le donne vedove ne è più de ottanda.
Piero pe’ la par condicio ha concluso
che le donne se pò mette fori uso,
io non sò ndo’ li troa ‘sti libbretti
che sa di tutti li pregi e li difetti.
Basta a stà inzieme e non ce mborta
ce va vene anghe le gite fori porta.
Grazie maestro che da un momendo musicale
ciai fatto vive un jorno speciale!

2° FESTIVAL DELLA VALPUSTERIA
30/06/2001 – Siamo ritornati per la seconda volta in Alta  Val Pusteria (BZ) al festival internazionale di canto corale  e naturalmente non potevano mancare “inconvenienti”! 

E’ lo secondo anno, amici mia,
che se canda qui la Valpusteria,
pè lo festival de le corale
che è divendato internazionale!
Tutti quandi semo conguistati
da ‘sti paesaggi daero ‘ngandati,
e li balconi pieni de fiori
che te rrembie l’occhi de colori.
E’ tando vrae tutte le persone
ma pare de sta su ‘nandra nazione,
pure se vai a combrà lo pà fresco
loro te risponne sembre in tedesco!
Quanno all’hotel “Urthaler” semo ‘rriati
la patrona cià subbito squadrati
e ha ditto: consegnare carta d’identità
se no “nain”, non te facìa passà.
Quarghedù non ha ttroato la cammera per dormì,
ma s’è risoldo tutto lì per lì.
Dopo un par d’ore ce semo riuniti
tutti freschi e riposati.
Emo fatto le proe eppò emo cenato
e qui a Dobbiaco emo candato:
su la sala “Mahler” non semo jiti male,
comblimendi a tutta la Corale.
Un piccolo ingidende: proprio ‘lla sera
a Mario jè s’è rotta la cerniera
e dopo che Achille l’ha ‘gghiustata
era definitivamende rovinata!
Ce semo svegliati lo sabbato matina
co’ un bello sole e l’aria frizzandina
e la jornata è stata organizzata
a lo lago de Anterselva a fà ‘na caminata.
E quanno fino llì semo ‘rriati
erìamo un pò stracchi ma ‘ngandati
da ‘llo paesaggio pieno de poesia,
parìa daero un sogno, ‘na magia!
Per facce fa l’inchino Giorgio s’è ‘mbegnato
e c’è stato daero un bello risurdato.
Dopo c’è stata la cena tirolese
e la cammeriera sverda e cortese
cià servito la pulenda co’ lo stingo de porco
e condorno de verdure ‘ccòrde jò l’orto.
Tutti in divisa semo jiti de sotto
ma proprio allora pioìa a dirotto,
vuttava jò l’acqua a catinelle
che non la rcoglìa più mango l’ombrelle,
cuscì semo ‘rriati a Sesto co’ la coriera
pe’ lo congerto de la seconda sera:
Paolo co’ la tastiera cià ‘ccombagnato,
su la cchiesa de S. Pietro e Paolo emo candato,
Tiziana co’ la voce sua armoniosa
ha rrembito le navate de la chiesa,
Bruno te ‘rriava fino a lo còre
co’ la sua bbella voce da tenore!
Semo rientrati passenne pe’ lo cambosando
e cìamo pure un certo rimpiando
perchè la festa in piazza non c’è stata
a causa de lo maltembo cangellata.
Domenica 1° luglio dopo la colaziò
c’è chi è jito a la messa con devoziò.
Emo lasciato Dobbiaco con nostargia
e co’ li bagagli semo jiti via.
A Sesto c’era un sacco de persò
perchè lo festival era a la conclusiò:
le Corali ha candato ‘mmucchiate de fòri
co’ la soddisfaziò e li saluti dell’organizzatori.
Dopo de questo c’è stata la partenza,
emo pigliato l’autostrada per Porto Potenza.
Tra li ricordi de Giorgio c’è quell’angioletto
che co’ la chiave glià fatto llò scherzetto,
m’è ‘rriate pure voci de corridoio
che jè s’è scapordato quarghe vassoio.
questo fa parte de la coreografia
de li jorni passati in Valpusteria:
Difetti e pregi de la Corale:
se parla troppo…ma che c’è de male?
Però quanno se tratta de candà
ce mettemo tutta la bbona volondà.
Davandi a la bbona tavola gnisciù se rifiuta,
è uno de li piaceri de la vita.
Caro maestro non è per vandatte
ma se non ce fossi ce sarìa da ‘nvendatte:
organizzi ogni cosa con efficienza
e ce sopporti sembre con pazienza,
qui non se canda solo li stornelli
ma pure li pezzi d’opera a ardi livelli!
Sei sembre punduale per le prove
sia quanno c’è lo sole che quanno piove.
Come te non ce n’è ‘n’andro uguale
grazie da li combonendi de la tua Corale!

A ROMA PE’ LO GIUBILEO
17/09/2000 – In occasione (guarda caso!) del giubileo della terza età, siamo andati a Roma, in piazza S. Pietro, ad animare la celebrazione liturgica presieduta dal Santo Padre: bellissimo ricordo, ma quanti inconvenienti!

Sabbato 16 settembre, ore 5 la partenza:
se va a Roma pe’ candà e fa’ penitenza.
Co’ lo programma lo maestro Quattrini
ha voluto sottolineà che semo pellegrini
e gliemo a la città eterna pe’ lo giubileo
e no’ pe’ conguistà quarghe trofeo!
E cià ‘vvisato che invece de protestà,
ce sarrìa da mettese a pregà!
Pe’ scangellà li peccati non è sufficiende
che passemo su le quattro porte sande,
ma anghe dopo un bello pendimendo,
de porte ce ne vorrìa armeno cendo,
ccuscì quanno lo viaggio sarà concluso,
potremo sperà daècce guadagnato lo paradiso.
Se lo buongiorno se vede da lo mattino,
l’autista s’è dimostrato un bo’ burino:
non sapemo perchè ha ritardato,
forse la sveglia non glià sonato!
Poco dopo ha chiuso lo sportello,
mendre che Piero finìa de fa’ l’appello
e dato che semo voluti passà a Colfiorito,
ha ditto che volendieri a Lurdese ciarìa spedito!
Quanno tutti ha troato li posti,
ce sendiamo anghe ben disposti
e dicenne pure quarghe Ave Maria,
verso le cingue e mezze semo gliti via!
Fino a Roma è glito tutto vène,
ma ‘na ‘orda ‘rriati è ‘ngomingiate le pene:
l’autista non sapìa che via piglià,
ccuscì emo girato du’ ‘orde in qua e in là,
quanno finalmente s’è orientato,
lo posto justo isso l’ha ttroato.
Vicino a la stazione Termini semo calati
e co’ l’addri turisti ce semo mmischiati;
a Sanda Maria Maggiore la folla era tanda,
ma semo riusciti a passà su la porta sanda.
Dopo semo gliti a S. Giovanni Laterano,
che se ttroava un bo’ più londano.
Su la navetta eriamo tutti stipati,
pazienza:tando li biglietti no’ l’emo pagati!
Pe’ lo pranzo al sacco ce semo sparpagliati,
ma a le tre punduali ce semo rtroati.
A piazza S. Pietro pe’ ‘st’occasciò speciale,
emo fatto le prove co’ l’addre corale.
Era quasci calata la sera,
quanno finalmente è ‘rriata la coriera.
Fòri città emo ttroato lo convendo
e qui c’è stato ‘nandro avvenimendo:
lla pora monica che stava llì de fòri,
ha visto la coriera passà sopra li fiori.
Dopo ‘sta parendesi tutto s’è sistemato,
‘na orda pusati li vagagli emo cenato.
La domenica matina po’ onorà la promessa,
tutti a piazza S. Pietro pe’ candà la messa:
a forza de spende semo bboccati,
emo ttroato li posti gghià occupati,
pe’ le sedie ce semo dovuti ‘ccondendà,
l’imbortande era solo de candà.
Quanno è ‘rriato lo Papa, l’applausi s’è spregati,
eriamo tutti daero ‘mozionati:
strascinava li piedi con passo stango,
parìa de vedè la figura de un sando.
Ha ditto che anghe se isso è vecchierello,
co’ lo core stà vicino a ogni fratello.
Sembre all’inzegna de la bbona cucina,
emo pranzato da “La Venerina”.
Co’ la navetta semo rpartiti,
però li viglietti ‘sta o’ l’emo pagati,
pe’ visità proprio in chiusura
la basilica di San Paolo fori le mura,
de ‘na vellezza strepitosa,
le ma’ dell’artisti l’ha fatta grandiosa
e tutte le cchiese che emo visitato,
cià lasciato daero senza fiato!
Ringraziemo Dio dell’opportunità
che cià dato de vedè ‘sta bbella città.
Sull’orario anticipato
quarghedù s’è lamentato:
per divendà sandi c’emo ‘na speranza,
però ce vole un po’ de tolleranza.
A ‘sto pundo ‘na còsa c’è da dilla:
jemoce a rlegge tutti la postilla,
infatti Giorgio ciavìa ‘vvisato
che lo programma potìa esse cambiato,
anzi, lo dovemo proprio ringrazià
de tutta la sua bbona volondà.
Giorgio sei veramente eccezionale,
un grazie sendito da tutta la corale!
Tra li ricordi più belli de la vita,
ce metteremo anghe quelli de ‘sta gita!

A TE, ENRICO
22/08/2000 – Dedicata ad Enrico Grassetti, valente corista, uomo esemplare, grande amico, venutoci improvvisamente a mancare, ma che sempre resterà nei nostri cuori!

Enrico,
caro fratello ed amico,
te ne sei andato da questo mondo
lasciandoci tutti in un dolore profondo.
L’anno del giubileo, Dio è misericordioso
e ti avrà portato sicuramente in paradiso.
Anche se il male ti aveva segnato,
fino all’ultimo hai lottato e sperato:
avevi per tutti una battuta scherzosa
ed eri contento di ogni piccola cosa.
Ti abbiamo visto stare male,
ma ancora qui nella nostra corale,
con il libro della musica stretto tra le mani,
trovando la forza di arrivare a domani.
Canterai con noi idealmente
come se fossi ancora presente.
Dio ti benedica, caro Enrico,
sei stato per noi tutti un fratello ed un amico.
Ora che per te è passato ogni dolore,
potrai godere nella pace del Signore.

 FESTIVAL DELLE CORALI -VAL PUSTERIA
30/06/2000 – Il coro e la montagna. Tre stupendi giorni passati in Alta Val Pusteria (BZ) al festival internazionale di canto corale, ad essa appunto intitolato.

Semo partiti pieni d’euforia
pe’ gli a candà su la Val Pusteria:
l’occasciò è daero eccezionale
perchè c’è lo festival de le corale.
Emo ‘traversato mezzo stivale
pe’ sta ricorrenza tando speciale.
Qui le mondagne è daero maestose
e ha dato all’Italia imprese gloriose
e le pinete fa l’aria pulita
e dà piacere daero a la vita!
Però comme ha ditto lo sommo poeta Dande:
“Achille ricordete de ‘nnaffià le piande!”.
Semo gliti quasci a li confini
e quassù parla tutti ardoatesini.
Semo ‘rriati stracchi ma felici
perchè qui semo tutti amici!
L’arbergo Rose edè meraviglioso
e te concilia daero riposo;
tutti co’ li vorzotti su le mà,
non vediamo l’ora de jicce a ripusà!
Quanno ce semo tutti sistemati,
su le cammere ce semo ritirati.
E’ stati minuti daero sofferti
pe’ ttroà la sala de li congerti,
gnisciù te sapìa spiegà: e me pare strano
perchè la jende non parla l’italiano!
Quanno a la fine ce semo ‘rriati
eriamo tutti un bo’ emozionati.
La prima corale candava co’ le dissonanze
e a noi ce potìi fa’ le condoglianze;
ma lo maestro che cià la sua cultura
cià ditto: “candate vene senza paura!”
Ccuscì davandi a lo pubblico emo candato
e quell’applauso l’emo meritato.
Lo sabato matina mmò ve lo dico:
ce lo sapete tutti, semo jiti a Brunico;
più tardi pe’ pigliacce un bo’ de svago
semo jiti a pranzo su lo lago.
La sera, canda che te passa,
emo fatto lo congerto a Villabassa.
Paolo e Carla famosi organisti,
ha sonato da famosi artisti,
Bruno e Tiziana, solisti d’eccezione,
ha entusiasmato tutte le persone.
E ‘sta corale nostra venedetta,
ogni tando ‘gnà mettela in scaletta,
e checchè se ne dica de Eppi Dey,
provoca sembre endusiasmo, cari miei!
Merito e gloria a lo maestro Quattrini
che cià portato fino a li confini
e co’ la sua bravura eccezionale
cià fatto candà a livello internazionale.
A lo caro Enrico un penziero speciale
e tandi auguri da tutta la corale.
Lascemo Villabassa domenica matina,
c’è lo cielo coperto e nu bo’ de brina,
a Sesto su un bello salone l’organizzatori locali,
dà un cappellino omaggio a tutte le corali,
Giorgio ritira ‘llo regalo con aria felice
e offre li prodotti marchigiani portati da Beatrice,
ma ‘llo cappello no l’emo pigliato
perchè cià dato lo pacco sbagliato!
Peccato ce li jorni edè finiti
a ce tocca a lascià le Dolomiti.
Ringraziamo Dio de ‘sta bbella esperienza
e bon viaggio a tutti fino a Porto Potenza.

L’EPIFANIA DE LO DUEMILA
06/01/2000 – Come siamo stati  capaci di trasformare un serioso concerto di musica sacra, in un’allegra mega-tombolata profana!

Ve voglio dì ‘na cosa, jende mia:
era lo jiorno dell’Epifania,
Don Cesare pe’ ‘sta bbella ricorrenza
avìa ‘nvitato la corale de Potenza,
ma pe’ ‘na strana coingidenza
a lì coristi glià pigliato l’influenza;
pe’ ‘sto motivo lo congerto non c’è stato
con grosso disappunto de lo curato.
La corale Sand’Anna pe’ lla serata
a candà 2 o 3 pezzi era chiamata
e infatti quanno semo ‘rriati
se vedìa subbito che erìamo svogliati.
Su ‘sta faccenna un bo’ ‘ngarbugliata
c’è stato chiesto de fà la messa candata.
Indando su la cchiesa de lo Corpus Cristi
la jende s’era straccata de ‘spettà li coristi:
Verginia per sarvà la situaziò
co’ li fedeli ha ‘ttaccato l’oraziò.
Noaddri co’ lo vestito nero de la festa,
stiamo tutti a sedè co’ la faccia mesta,
a ‘sto pundo pe’ tiracce su de morale,
Anna la presidende cià un’idea geniale:
“vaco a piglià la tombola a casa mia,
ccuscì passemo lo tembo in allegria!”
e pure Riccardo poco dopo
è jito a casa a troà ‘che joco.
Quanno è ‘rriati, tutta la corale
s’è trasferita su la casa parrocchiale:
indorno a la taola, tutti in fila,
emo fatto la prima tombola de lo 2000
e ce semo divertiti ccuscì tando,
che lo tembo è passato d’ingando.
Lo maestro ha ‘mprovvisato ‘na scaletta
de li brani pe’ la messa de Pasquetta.
Noaddri ce semo prestati de core
pe’ candà le lodi del Signore.
Senza llo condrattembo ‘sta jornata
de sicuro ce l’aveamo scordata.
Ve dico ‘na cosa che sonerà un bo’ strana:
per me questa è stata opera de la Befana!

DA LE MARCHE A LA TOSCANA
04/09/1999 – Vicissitudini di una splendida due giorni concertistica in Toscana.

Ce semo arzati presto stamatìna
e cià svegliato l’aria settembrina:
semo partiti da ‘sta terra marchigiana
per glì a candà fino in Toscana.
A Villa Pini ce stava Achille
che stufo de ‘spettà facìa scindille.
Dopo de llì emo proseguito
e ce semo fermati a Colfiorito.
Passata l’Umbria semo ‘rriati a Siena
e camminenne pure de vona lena.
(Per noaddri che semo de pianura
‘lla salita è stata daero dura!)
Vista la piazza de lo Palio e fatta ‘na fotografia
tutti inzieme semo jiti via.
Emo visitato pure la cattedrale
che è de ‘na vellezza fori de lo normale!
All’una emo pranzato in combagnìa
tutti condendi e pieni d’allegria.
Dopo semo partiti per novi lidi
e semo ‘rriati a Cerreto Guidi.
Davanti a lo “Tegolo” la coriera s’è fermata,
finalmente la meta era ‘rriata,
e sull’albergo Giorgio cià sistemati,
da ‘na parte li singoli, dall’addra li ‘ccoppiati
e cià ditto: “adesso jieteve a ripusà,
ma a le otto e mezze co’ la divisa ttroeteve qua”.
Cià svegliati, ‘na voce che parìa londana:
era li vocalizzi de TIziana.
Dato che non pioìa, lo congerto
anghe se era freschetto s’è tenuto aperto:
Carla facìa volà le mà su la tastiera
rrembienne de note l’ombre de la sera,
Tiziana comme un’angelo ha candato
lascenne lo pubblico ‘stasiato.
La voce de Bruno, ormai se sà,
è tando vella che non pò mangà!
Anna, da presentatrice conzumata,
ha spiegato li brani per tutta la serata,
pure essa era ‘mozionata ma però,
tando che a lo maestro l’ha chiamato Andò.
E pure noaddri de la corale
me pare che non semo jiti male!
E finalmente dopo che emo candato
pure lo maestro s’è rilassato
e semo jiti via tutti condendi
perchè cemo ‘uto tandi comblimendi.
La matina dopo, senza tande pretese
emo candato co’ la camisetta turchese,
su la cchiesa de Santa Libberata
che era stata appena restaurata.
C’era daero ‘na bbella atmosfera
e dopo semo jiti anghe a la fiera
e semo stati accoldi proprio de core
da lo vescovo e du’ sindachi co’ la fascia tricolore.
Durante lo pranzo lo vescovo ‘ttaccava la canzone
facenne candà tutte le perzone.
Lo museo de Leonardo cià meravigliato
per tutte ‘lle cose che ha ‘nvendato:
un genio che vene da lo passato
e che tutto lo monno cià ‘nvidiato,
un pozzo de scenza, ‘na miniera
Ma intando era ‘rriata la coriera.
‘Sti du’ jiorni è letteralmente volati
e semo ‘rriati a casa felici e beati.
E’ stato un momendo daero speciale,
vissuto inzieme da tutta la corale!

LA CORALE IN TRASFERTA
11/07/1999 – Poesia scritta in occasione di una  celebrazione liturgica svoltasi a Porto S. Elpidio (AP)….. solo un piccolo inconveniente: siamo arrivati all’invocazione del prete: “La messa è finita, andate in pace”

Quanno se tratta de candà pe’ lo Signore
noaddri ce mettemo anghe lo core!
‘Na domenica de Luglio co’ un callo ‘sagerato,
lo sole su lo cielo vrillava ”nvocato,
la corale S. Anna co’ tutti li coristi
s’è radunata davandi la chiesa de lo Corpus Cristi
a le quattro e tre quarti eriamo tutti riuniti
e più o meno a quell’ora semo partiti.
Infatti Sanderpidio non è tando londana,
le machine jiava tutte in fila indiana
e se capisce che ‘lla sera stessa
ce ‘spettava  Davide per candà la messa:
perciò ce semo ‘vviati de bbonora,
ma lo traffico jiava a vendi all’ora.
Su la machina de Rosanna e Arturo
come ospiti ce stiamo io e Piero,
e dato che lo traffico s’era rallendato
per passà lo tembo emo candato.
Giorgio lo farmacista non se capacitava
de tutte ‘lle machine ‘ndrecciate su la strada:
ogni tando a petto nudo calava jiò
e volia a tutti i costi la rajiò.
Se camminava a tre corsie, tutti stipati,
e co’ ‘sto clima l’autisti era ‘ngaolati.
‘lli pori vigili a Citanò
cercava de capicce quarghe ccò:
co’ la paletta se sbracciava sudati,
de la passava, de qua s’era fermati.
Tutto questo perchè ‘nnaugurava lo cendro commerciale,
ma però c’è jita de mezzo la corale.
a le sei e quaranda semo ‘rriati tutti
e ce sendiamo daero distrutti:
la jiende ce guardava un bo’ sorpresa
‘mmucchiati su lo sagrato de la chiesa
e dall’ardà lo prete a arda voce
ha ditto: “la messa è finita, jiate in pace”,
ccuscì semo bboccati de la sacrestia
prima che la jiende fosse jita via.
Bruno ha dato lo via a la corale
per candà armeno lo pezzo finale:
li fedeli cià vattuto anghe le ma’
vista la nostra bbona volondà.
Quanno è rriato lo maestro Quattrini,
stiamo a sedè comme pellegrini
e pure isso è rmasto tando male
che non ha potuto dirige la corale
e ccuscì per mannà jiò la pena
la parrocchia cià ‘nvitato a cena:
se sà che a tavola le pasciò va via
e ccuscì c’è rtornata l’allegria.
Pe’ ringrazià li preti e l’organizzatori
dopo magnato emo candato de fori.
E’ finito tutto vene anghe se co’ li guai
e penzo che ‘sta jiornata no’ la scorderemo mai
e semo rpartiti con prudenza
pe’ rrià sani e salvi a Porto Potenza.

BENVENUTO MAESTRO GIORGIO!
22/11/1997 – Seconda delle due poesie composte in occasione del cambio di guardia alla guida del coro, dedicata al direttore entrante M° Giorgio Quattrini.

A te, caro Giorgio, te volemo dì:
semo condendi che sei venuto qui
e sarà bello vive ‘st’esperienza,
sei benvenuto qui a Porto Potenza
e cercheremo de collaborà
perchè semo condendi de cantà.
Faremo inzieme tandi progetti,
sei lo maestro nostro a tutti l’effetti,
la musica sa dà felicità
a tutti quelli che la stà a ‘scordà.
E a te che sei tando giovane e geniale,
comblimendi e auguri da tutta la corale!

GRAZIE LUIGINO
22/11/1997 – Prima delle due poesie composte in occasione del cambio di guardia alla guida del coro, dedicata al direttore uscente M° Luigi Savoretti.

Ed’era una de quelle serate
calme e serene de fine estate.
Comme de solito, verso le nove,
stiamo a spettà pe’ comingià le prove,
ma lo maestro non è mai ‘rriato:
c’è stato ditto che c’avìa lasciato.
Ce semo rmasti tutti tando male;
penziamo: “Mmò se sciòje la corale!”
Ma per fortuna tutto è jìto vène
e ce troemo angòra tutti inzieme.
Però, Luigino, stasera stemo qua,
perchè te volemo festeggià.
Te semo grati pe’ tande e tande ore
che c’hai fatto candà co’ tando amore
e c’hai ‘mbarato li pezzi più famosi
pe’ tande feste opure pe’ li sposi;
e quanno davandi a la jènde ‘emo candato,
comme noaddri eri emozionato.
Tu lo sai che ce piace de socializzà,
cioè….dicemo pure a chiacchierà;
tu hai usato sembre la prudenza,
quanno t’emo fatto perde la pazienza.
Se che ‘orda ‘emo sbajato, ce dispiace:
scusece tando, ma rmanemo in pace.
Ricordece sembre co’ tanda simpatia
e facemo un brindisi tutti in allegria!

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commenti
  1. Gabriele Rampioni ha detto:

    Fantastiche!!!

  2. io ha detto:

    splendide poesie scritte col cuore,non basta un premio,ma un monumento ,per un’artista di tale grandezza,a cui io dico con l’anima COMPLIMENTI!

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